Affronto la Settimana Santa e negli occhi ho le immagini di un giovane che non ho mai conosciuto: Vittorio Arrigoni.
"Lo hanno ucciso dei fondamentalisti in Palestina": riferiscono velocemente i media.
Restiamo umani: sono parole che ronzano nella mia testa. Suppogno siano le sue. Sono di una forza disarmante conro la violenza in un Paese martoriato da una guerriglia infinita
Restare umani.
Ci vuole coraggio, quando tutto intorno si vede l'odio.
Però restare umani è il punto fermo per costruire la Pace.
Quando lo dimentichiamo, siamo ad un punto senza ritorno
Non si dedica molta attenzione ad un pacifista.
Non c'è nessuna retorica della divisa da mantenere.
Raccolgo qualche informazione qua e là.
E mi permetto di legare le sue parole ad altre parole
che oggi mi sembrano scritte per lui:
"Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt. 5,9)
mercoledì 20 aprile 2011
Restare umani un passo per la Pace
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venerdì 1 aprile 2011
Laicità a scuola
Scena: siamo in un refettorio di una scuola pubblica, una materna comunale di Roma.
Situazione: i bambini di una classe "ponte" (sono quelli che hanno meno di 3 anni) con le loro maestre sono seduti attorno al tavolo. Davanti a loro è servito il primo piatto.
Azione: una bimba pone la sua mano sulla fronte, poi sul petto. Si guarda intorno, gli altri stanno già mangiando. Subito nasconde la mano.
Maestra: "Maria, se vuoi fare il segno della croce, lo puoi fare"
Quest'episodio è realmente avvenuto, me lo hanno raccontato, e mi è piacuto molto.
Infondo questa è l'immagine di scuola pubblica e laica che vorrei.
Quella dove ognuno è seduto intorno ad un tavolo ed è libero di esprimersi come vuole.
Quella dove nessuno è obbligato a nascondersi o a vergognarsi dei propri principi.
Anzi proprio quella dove c'è qaulcunaltro che favorsice la comunicazione dei propri valori e dei propri simboli.
Quella dove si insegna il confronto e il dialogo.
La laicità, allora, non sarà più uno spazio neuto, ma un tavolo imbandito, dove i valori di tutti hanno cittadinanza credenti, non credenti e cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti e chi più ne ha più ne metta.
Con questa laicità semplice che deriva dalle parole di una maestra, la scuola potrà essere un luogo dove si insegna la convivenza perché si riesce a favorire il dialgoo tra tanti "altri"
Immagine tratta da http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/matisse/1896_henri_matisse_007_la_tavola_imbandita.jpg
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