lunedì 2 gennaio 2012

La lezione di Capodanno

Veglione di Capodanno
Mio figlio prende il microfono del Canta tu della cugina:
"Ognuno di voi ha ricevuto una conchiglia.
Adesso vi dovete dividere in squadre: chi ha quella blu si mettye in fila con i blu, Chi ha quella rossa si mette in fila con le rosse, chi ha quella gialla si mette in fila con le gialle"
I genitori un po' pigri si guardano l'un l'altro, mentre vengono presi dai figli e tirati su dalle sedie.
Siamo tutti in piedi ed in fila.

Ale spiega al microfono: "Il gioco è così: ogni squadra deve correre fino al muro e mettere sul foglio la conchiglia colorata"

I bimbi (13 per l'esatezza) si rivolgono ai loro rispettivi genitori: "hai capito, no?"

Noi poveri adulti siamo un po' interdetti, ed io pure un po' imbarazzato,
perché No, non avevamo capito!
Allora per uscire dall'empasse chiediamo: "Si va bene ma chi vince?"
Ale risponde: "Ognuno poi ha la sua conchiglia in tasca!"
Ancora niente, proprio non capivamo.
Nella sala eravamo tutti fermi con i figli per mano che saltavano.
Allora noi genitori interveniamo e trasformiamo la sua iniziativa in una staffetta: la squadra che torna prima al proprio posto vince.

Pensavamo d'aver torvato la soluzione, completando l'idea di un bambino.
Così tutti contenti.

No, non era vero.

Il gioco di Alessandro l'ho capito solo il giorno dopo.
Lui voleva che ognuno di noi depositasse la sua conchiglia sul foglio, perché insieme componessimo un grande disegno.
L'idea era giocare!
Non c'era bisogno di gareggiare per competere l'uno contro l'altro.
Il premio già ce l'avevamo era la conchiglia, con la quale ognuno di noi poteva giocare,
d'altronde continuava a ripetere: "Poi la conchiglia la mettete in tasca"

Per conferma, gliel'ho chiesto.
Mi ha detto: "Papà a me sarebbe piaciuto che con le conchiglie avessimo fatto un cavallo!"

Lezione di capodanno: non bisogna mai guardare il dito quando ti offrono la luna.
Speriamo di tornare un po' bambini in questo 2012

Buon anno!

martedì 13 dicembre 2011

Se non sarete come bambini...

Entro in una chiesa romana piena di bimbi e genitori.
Mette allegria.


Inizio a sentire un prete che parla delle difficoltà di un cieco e delle difficoltà dei discepoli a capire quel che chiedeva il poverino e quel che voleva Gesù.

Ad un tratto rivolge ad un bimbo una domanda:
"E tu avresti fatto come Bartimeo? Avresti seguito Gesù?"
- Si! Risponde secco.
Il prete però insiste: "Ma sei proprio sicuro?"
E lui: "Si!"
"Ma sicuro? Gaurda che Gesù andava a soffrire"
"Si" questa volta titubante.
E il prete si fece più tranquillo.

Sono rimasto interdetto.
Perché tutta quell'insistenza.
Ho due figli piccoli. Se a loro chiedo un'opinione mi dicono si o no.
Sono trasparenti per questo è facile capire quando dicono una bugia, quando hanno paura, quando sono stati cattivi e quando sono allegri.
La sicurezza e il retro pensiero è dei grandi, degli adulti che devono pensare alle conseguenze di un'azione, arrovellandosi nelle incertezze e nei loro dubbi.

Quel prete mi ha fatto un po' di tristezza, perché è rimasto fermo nei suoi propositi, invece di lasciarsi interrogare dalla semplicità di un Sì.

Noi adulti come impareremo a vivere se non ci lasciamo stupire dai bambini?


L'immagine l'ho presa qui ed è di Emil Nolde "Christ and the Children", 1910




lunedì 28 novembre 2011

La tua allegria

"Il discorso del re" mi è piaciuto
Tanto che l'ho rivisto volentieri a casa, dopo esserci andato al cinema.
Mi hanno regalato il dvd e
sorpresa :)

nel cofanetto c'è anche una mini-riproduzione di un manifesto, affisso per le strade di Londra durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Your courage your cheerfulness 
your resolution
will bring us victory

Your cheerfulness?
La tua allegria?
Ma come l'allegria durante i bombardamenti, nel mezzo di una guerra?

Allora ho capito che l'allegria nutre la speranza.
Se non riusciamo a preservarla, anche nei momenti più bui, non riusciremo ad alzare lo sguardo ancora una volta dimostrando al nemico che nonostante tutta la sua fatica noi non siamo ancora vinti.
.
Sursum corda
dunque





L'immagine l'ho presa qui

venerdì 7 ottobre 2011

Olmi: Tenerezza e Democrazia

Mi ha colpito la tenerezza di Olmi in Tv.
Comunicava serenità che nasconde la forza dei miti.

Aveva scelto tre temi per il suo monologo tra cui Democrazia.

Rilancio un suo pensiero: "oggi la democrazia è alterata, perché manca di partecipazione"

Non si tratta di accusare gli altri, ma bisogna partire da noi dalle nostre responsabilità, secondo il regista.
Quando noi non siamo presenti, non siamo attivi allora noi uccidiamo la democrazia.
L'ho rimaneggiato, ma il senso rimane.

Riprendo un legame, indicato da Olmi, quello tra prossimità e democrazia.
Una repubblica democratica è quello dove le persone (i cittadini) possono essere tutti in contatto tra loro, possono conoscersi, scegliersi e verificarsi...
Dentro c'è libertà di comunicazione, di pensiero, di infromazione, ma anche vicinanza e condivisione degli impegni e senso della corresponsabilità.








lunedì 26 settembre 2011

Si e No

"Si" e "No"
Le scelte quotidiane passano tra due affermazioni molto semplici.
Due figli, stesso padre, vita diversa, due ripensamenti (Mt. 21, 28-32).
Chi dice "si!".
Si sente dentro di sé in profonda sintonia con la richiesta e con il richiedente. Ne è proprio convinto.
É pappa e ciccia con quegli ideali, tanto che non ha problemi ad andarsene per i fatti suoi subito dopo..
Chi dice "no!".
Sente la fatica di portare avanti un compito così semplice, ma dopo ne comprende la novità, così inizia a "lavorare per la vigna".
Mi piacerebbe non fossero così scontati i "Si"
Invece a volte si sbandierano qua e là, senza alcuna convinzione,
tanto per non lasciarsi interrogare dai veri "No".

"Lavorare" è già difficile.
"Lavorare per la vigna" poi...





L'immagine è tratta da qui

giovedì 8 settembre 2011

Correndo... ma lentamente

Confesso!
Ho scoperto che mi piace la corsa.
Ovviamente quella di un podista, pure lento.
Diciamo che corro tartarugando.
Due settimane fa ne ho fatta una un po' duretta.
La chiamano l'Arrampicata.
Non ero in perfetta forma, 
Mi sono un po' imballato.
Ma il traguardo l'ho superato.
Si arrivava al Paese di mio nonno.
E si partiva a 8 Km di distanza nei pressi di una piccola fonte, dove da piccolo andavo con lui a prendere l'acqua.
Il percorso era in mezzo alla natura (oltre che un tantino in salita).
Una faticaccia ma mi è piaciuta.

Ed era pure organizzata bene.


venerdì 22 luglio 2011

Desideri impossibili

Al tramonto in macchina:
"Papà spengi il sole!"

E la moglie ride.

Ecco qui, subito ridimensionato...