mercoledì 14 aprile 2010

Lo scandalo della bellezza

Oggi imparo che anche un imprenditore può essere un'artista.
Uno che modella un'opera d'arte e ripempie il mondo di bellezze.

Si. Si può essere artisti attraverso le proprie mani e attraverso le proprie azioni.
Come l'anonimo imprenditore di Adro che paga la retta della mensa per tutti o bambini esclusi.

Un atto squisito che visto da lontano riempie di gioia. Io non ci sto spiega quell'uomo su una lettera, che già commenta ticchettocche, tanto inquietante quanto significativa.

Veramente un lembo di bellezza come spiega il moralista.

E la bellezza, quella vera non passa inosservata. Di fronte alla bellezza non si può essere neutrali.
La bellezza è scomoda e attraente, perché ti interroga e ti scandalizza.
Come ha scandalizzato quelli che il gesto lo hanno visto da vicino. I genitori della scuola, che hanno già pagato la retta, e ora protestano, firmando subito una petizione presentata al sindaco.

Mi torna in mente una parabola sul Regno dei cieli. Quella dove ci sono lavoratori che vengono assunti ad orari diversi.
Si legge in Matteo di fronte alle proteste degli operai della pirma ora, la risposta di quell'altro imprenditore (un vignaiolo):
«Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?" 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi».







L'immagine è tratta da qui

giovedì 8 aprile 2010

Silenzio ci sono i Rom


In Italia non se ne è accorto nessuno, però oggi l'Europa la giornata dei Rom.

Certamente scomoda come festa.
Sono dodici milioni in Europa. Molto probabilmente la differenza fondamentale è che loro non hanno uno Stato, mentre noi che ce l'abbiamo non sappiamo che farci e discutiamo sistematicamente di riformarlo, perché ci va stretto.
In un suo documento l'Unione Europea chiede di favorire una loro integrazione attraverso: l’accesso a posti di lavoro e un’istruzione non segregati, nonché alloggi e servizi sanitari.
Penso ad alcune capanne che mi è capitato di veder spintare dopo gli sgomberi di alcuni campi avvenuti nella mia città.
Ma? Chissà se ci riusciremo mai ad ipotizzare un'integrazione su questi quattro punti.

Mi ha colpito molto un articolo su La Croix che, da quel che capisco, descrive come alcuni giovani Rom stiano investendo sul loro futuro attraverso lo studio per poi contribuire da una parte alla crescita della loro comunità e dall'altra parte al cambiamento dei pregiudizi verso questo popolo apolide.