mercoledì 21 luglio 2010

Una Festa senza cantisti


"Papà! Adesso andiamo a vedere i cantisti"
"Chi andiamo a vedere?"
"I cantisti, quelli che cantano"

Passeggiavamo alla Festa dell'Unità, e purtroppo non c'erano cantisti.
Sul palco c'era solo gente che parlava, piena di ragionamenti.
Probabilmente cercava di piazzarne uno, come quelli poco più avanti che cercavano l'acquirente per il Folletto o il nuovo abbonato di Fastweb.
Poi c'erano stand per mangiare, quelli tanti, anche se i prezzi non erano proprio decmocratici.
Niente cantisti.
Ma che festa è se non si canta?
Spiegalo a mio figlio.

Perché non la chiamano la Fiera dell'Unità?

mercoledì 7 luglio 2010

Normalizzati

"... purtroppo un'altra prova dell'allineamento in basso in cui è scivolato il sentire generale, imprigionandosi nel quadrilatero (chiamato normalità) di banalità, mediocrità, volgarità, ignoranza" G. Casoli




Leggo queste parole da "Sul fondamento poetico del mondo" di Giovanni Casoli, edito da l'ora d'oro.
Mi appaiono i ricchi numeri dei sondaggi, delle estrapolazioni tratte dai campionamenti statistici. Quelli che popolano le notizie e validano il pensiero di chi scrive. Se c'è il numero è vero!


E l'Italia ne esce uguale, costretta nella media, che, come tutti sanno, può non trovarsi da nessuna parte. Di questo tratta la scienza dei due polli: come spiega Trilussa.



Ma sono proprio quelle medie, varianze, correlazioni e via dicendo sulle quali, poi, si costruiscono castelli e progetti si investono soldi e si impegnano uomini. Su queste si imposta il marketing e i palinsesti Tv, si immaginano le politiche di sicurezza e quelle dell'immigrazione.



L'uomo si riduce al numeretto.
Questa è la conseguenza della disonestà di chi non dichiara i limiti delle sue rilevazioni e di i tutti i ragionamenti che su di esse si basano.
Si nasconde tutto il resto, spesso volutamente.

Poi piangiamo perché non ci riconosciamo in quella banalità, mediocrità, volgarità, ignoranza.