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venerdì 14 gennaio 2011

La maniglia

Autobus affollato. Fermata prima del capolinea.
Voce di ragazzo: "Apri dietro?"
Non si produce alcun effetto.
Gli animi dei passeggeri vicini alla porta posteriore si agitano. Devono scendere.
Non ce la faranno mai a scavalcare la folla umana che li separa dall'uscita al centro del mezzo pubblico.
Si erge un'altra voce giovane: "E tira 'n po' la maniglia"
Si. Proprio quella in alto vicino al cassone del meccanismo della porta, quella che io non avrei nemmeno il coraggio di sfiorare.
La porta si apre. Il bus si svuota e molti ragazzi scendono alla fermata giusta. Anche oggi arriveranno in orario a scuola.
Poi la stessa voce guarda all'interno e, indicando la maniglia si rivolge ad un passeggero:si raccomanda per la sua incolumità "O richiudi eh!"
Il bus riparte.

giovedì 10 giugno 2010

Il disegno

Sono stufo di sentir dire che ai giovani manca la possibilità di costruirsi "un progetto di vita". Sarà anche vero.

Ma c'è una grave mancanza educativa nei loro confronti in queste parole. Si proietta una visione ingegneristica che presuppone l'onnipotente ambizione di dominare il futuro. Si diventa, allora, inermi di fronte all'imprevedibile.

Serve un respiro sapienziale che aiuti a leggere i segni della vita, a volte incomprensibili, per mostrarli nella loro relatà: un'opera d'arte


Ps grazie a Roberto per il video

lunedì 24 maggio 2010

Frammenti di cuore sull'autobus

Come al solito siamo tutti pigiati. É mattina e si va al lavoro.
Ma c'è qualcun altro vicino a me: sono seduti di fronte quattro ragazzi, in tuta, verso la loro scuola.
Uno è in lacrime.
Un altro lo consola: "Dai su che ne trovi un'altra. Mica c'è solo quella no?"
"Ma k'hai capito. C'ho l'allergia!" risponde soffiandosi il naso.
Un omaggio a Elio e le storie tese. Un'altra generazione chissà se quegli studenti la conoscevano.

giovedì 8 aprile 2010

Silenzio ci sono i Rom


In Italia non se ne è accorto nessuno, però oggi l'Europa la giornata dei Rom.

Certamente scomoda come festa.
Sono dodici milioni in Europa. Molto probabilmente la differenza fondamentale è che loro non hanno uno Stato, mentre noi che ce l'abbiamo non sappiamo che farci e discutiamo sistematicamente di riformarlo, perché ci va stretto.
In un suo documento l'Unione Europea chiede di favorire una loro integrazione attraverso: l’accesso a posti di lavoro e un’istruzione non segregati, nonché alloggi e servizi sanitari.
Penso ad alcune capanne che mi è capitato di veder spintare dopo gli sgomberi di alcuni campi avvenuti nella mia città.
Ma? Chissà se ci riusciremo mai ad ipotizzare un'integrazione su questi quattro punti.

Mi ha colpito molto un articolo su La Croix che, da quel che capisco, descrive come alcuni giovani Rom stiano investendo sul loro futuro attraverso lo studio per poi contribuire da una parte alla crescita della loro comunità e dall'altra parte al cambiamento dei pregiudizi verso questo popolo apolide.